IL GRAMMELOT

Il Grammelot è una forma di teatro inventata dai comici della Commedia dell’Arte del 1400 ed è organizzata in chiave onomatopeica, ossia il riuscire a far arrivare concetti attraverso suoni che non sono parole stabilite, convenzionali.
Questi giullari usano intruglio di dialetti e parole inventate che rendono immediata e molto colorita la recitazione, nella quale predomina anche una gestualità ed una mimica molto accentuate.
Dall’insieme di queste componenti viene fuori un tipo di teatro estremamente espressivo, iperbolico, esilarante, viscerale, diretto e quindi comprensibile un po’ dappertutto e ad ogni tipo di pubblico.
Un modo di recitare in cui il linguaggio usato perde di significato letterale, per diventare suono, vibrazione, musicalità che comunica emozioni e suggestioni.
Questi spettacoli buffi si articolano di solito in una serie di brevi storie o episodi (dai 5 ai 20 minuti l’una) raccontati al pubblico senza ausilio di particolari scenari o giochi di luce; un modo molto essenziale e con mezzi “poveri” che deriva appunto dalla tradizione dei giullari medioevali i quali si esibivano spesso all’aperto , per la strada, nelle piazze o nei cortili di case e castelli.
Il più famoso di tutti i personaggi rappresentati da questi comici è lo Zanni, impersonificazione di tutti quei poveracci che in seguito alle tremende carestie erano costretti a scendere dalle loro vallate e vagare per la grande pianura in cerca di espedienti per riuscire a sopravvivere , a non crepare di fame. Lo Zanni è quindi il prototipo di tutte le maschere della Commedia dell’Arte; è il padre delle maschere più importanti come Arlecchino , Brighella e altre maschere famose.
Questo filone teatrale è stato recuperato in questi ultimi decenni da Dario Fo, il quale lo ha valorizzato con genialità e bravura recitativa, tanto da meritare con il suo Mistero buffo , che è ritenuto il suo capolavoro (e grazie anche ad una notevole produzione di commedie recitate in tutto il mondo), il premio Nobel per la letteratura nel 1997.
E’un genere letterario-teatrale che ha tratto linfa anche dall’opera di François Rabelais (1494-1553), il grande letterato francese, profondo e geniale studioso tra l’altro della storia della risata, dell’invenzione linguistica e della cultura comica e popolare (il suo capolavoro Gargantua et Pantagruel è stato definito da Bachtin, grande studioso delle opere di Rabelais, “la chiave per esplorare gli splendidi santuari dell’arte comica popolare”).